<<Siamo al quarto incontro dott.ssa, ma io mi sento ancora con un piede fuori da quella porta. O meglio, sto ancora cercando di capire se posso entrare con entrambi i miei piedi qui, in questa stanza.È difficile parlare di me, non mi piace parlare del mio passato. Anzi, potremmo concentrarci sul presente invece che sul passato?In effetti, come lei mi fa notare, la cosa assurda è che ogni volta che cerco di farlo i miei pensieri slittano a qualche evento trascorso. Insomma, riconosco che ho bisogno di mantenere un certo controllo, ma lo faccio da sempre, da che ho memoria. Il controllo nello studio, il controllo nelle relazioni, soprattutto sento il bisogno di controllare che chi mi sta intorno faccia ciò che a me sembra più giusto.Tante cose in questo periodo mi “dicono” che dovrei perdere il controllo… Ma questo mi spaventa troppo e cerco di aumentarlo invece. Non sa che fatica che faccio ad avere cento occhi! E che frustrazione quando le cose non vanno come io mi aspetto!Mi piace quello che mi sta dicendo dott.ssa. Più che perderlo il controllo posso provare a lasciarlo. Sento di subire meno qualcosa dall’esterno in effetti. È tutta una questione di termini, di scelta e, sì ha ragione, soprattutto di affidamento.>>
Illustrazione Sara Gironi Carnevale In questa prima settimana di quarantena mi sono divertita a rimettere in ordine casa, come forse tutti… L’autogestione dei miei spazi e del mio tempo è diventato il mio sport preferito, faticoso ma anche soddisfacente. Sa cosa ho notato però? Che ho tante librerie e tanti libri. Ho cambiato la disposizione delle librerie, sono dei cubi che sposto periodicamente, forse anche in base al mio umore. Dò loro forme diverse, a volte unite a volte distanti. Sento che mi rappresentano e poi dentro c’è il mio cibo preferito, i miei libri e i souvenir dei miei viaggi! Probabilmente faccio con le librerie quello che sto cercando di fare con me, anche attraverso questa psicoterapia. Mantengo la struttura iniziale, ma disegno una sagoma nuova. Credo non smetterò mai di creare nuove forme, continuerò a cibarmi di libri nuovi. Non è anche questo evolversi? Trasformarsi non significa forse crescere?

Commenti
Posta un commento