Passa ai contenuti principali

Ingannevoli verbi



Dott.ssa ho fatto una riflessione... Nell'ultima seduta piangevo per il lutto della mia amica...forse anche perché mi preparavo al lutto di quell'uomo che mi fa battere il cuore...  arrivando oltretutto dalla chiusura, anch'essa per me una perdita, di un altro rapporto malato, ma importante. Avevo bisogno di piangere perché soffrivo della mancanza di "qualcuno",  ma poi mi rendevo pian piano conto che la cosa che mi faceva più male era il mantenere in vita quel qualcuno o quel rapporto. Nel tempo mi sono convinta che non so stare in una relazione e per questo non so neanche uscirne. Perché è così difficile? Una cosa che non è non può neanche non esserlo più, giusto? O forse mi conviene pensarla così... Semplicemente perché "stare" è un verbo ingannevole. Il suo significato letterale ha a che fare con la staticità, ma in verità produce un grande movimento, a volte una danza, ma comunque una forma di fatica. Forse il segreto sta nel divertirsi un po' di più, nel non aspettarsi nulla e nello stare nel qui ed ora, vero dott.ssa? 

Commenti

Post popolari in questo blog

Il virus che fa crescere

Illustrazione Sara Gironi Carnevale In questa prima settimana di quarantena mi sono divertita a rimettere in ordine casa, come forse tutti… L’autogestione dei miei spazi e del mio tempo è diventato il mio sport preferito, faticoso ma anche soddisfacente. Sa cosa ho notato però? Che ho tante librerie e tanti libri. Ho cambiato la disposizione delle librerie, sono dei cubi che sposto periodicamente, forse anche in base al mio umore. Dò loro forme diverse, a volte unite a volte distanti. Sento che mi rappresentano e poi dentro c’è il mio cibo preferito, i miei libri e i souvenir dei miei viaggi! Probabilmente faccio con le librerie quello che sto cercando di fare con me, anche attraverso questa psicoterapia. Mantengo la struttura iniziale, ma disegno una sagoma nuova. Credo non smetterò mai di creare nuove forme, continuerò a cibarmi di libri nuovi. Non è anche questo evolversi? Trasformarsi non significa forse crescere?

Un Immobile Fermento

È da un po’ che mi sento in uno stato di immobilità, bloccato su me stesso. Ho perso interesse nelle cose che faccio, non riesco più ad apprezzare la semplicità, le cose belle… nulla. Mi sono sempre autoconvinto che stessi bene ma in realtà non so cosa vuol dire veramente. Boh, forse si forse no. Ho riempito le mie giornate fino a farmi esplodere la testa solo per paura di stare da solo con me stesso, con i miei pensieri. Perché ho questa paura si starà chiedendo? Io me lo chiedo e scopro così che non mi sono mai soffermato a pensare chi fossi, chi volessi essere e perché stessi facendo quello che facevo. Ho come la sensazione che tutto fosse già scritto, sa la mia famiglia ha una attività storica che io e i miei fratelli avremmo dovuto prendere in mano nel tempo. L’unico neo, dott.ssa, sta nel fatto che io non voglio fare quel lavoro e non so come fare a dirlo, allo stesso tempo non so ancora bene cosa voglio fare... o chi voglio essere... Sono andato sempre diritto come un treno s...

Me, Ambiente sconosciuto

<<Siamo al quarto incontro dott.ssa, ma io mi sento ancora con un piede fuori da quella porta. O meglio, sto ancora cercando di capire se posso entrare con entrambi i miei piedi qui, in questa stanza. È difficile parlare di me, non mi piace parlare del mio passato. Anzi, potremmo concentrarci sul presente invece che sul passato? In effetti, come lei mi fa notare, la cosa assurda è che ogni volta che cerco di farlo i miei pensieri slittano a qualche evento trascorso. Insomma, riconosco che ho bisogno di mantenere un certo controllo, ma lo faccio da sempre, da che ho memoria. Il controllo nello studio, il controllo nelle relazioni, soprattutto sento il bisogno di controllare che chi mi sta intorno faccia ciò che a me sembra più giusto. Tante cose in questo periodo mi “dicono” che dovrei perdere il controllo… Ma questo mi spaventa troppo e cerco di aumentarlo invece. Non sa che fatica che faccio ad avere cento occhi! E che frustrazione quando le cose non vanno come io mi...