Sono stato per tutta la vita convinto che fosse papà il mio problema.La sua assenza, il suo silenzio, il suo forse apparente menefreghismo.
No dott.ssa, mia madre ci ha messo tanto di suo, ha riempito la sua solitudine con me, mi ha reso figlio per sempre e marito per troppo tempo.
Oggi non mi lascia andare e vuole prendersi cura di me e dei miei figli, che hanno già una madre.
E oggi cosa posso fare?
Lei dott.ssa, dice di allenare le mie ali per spiccare il volo, anche se con più fatica.
Volo basso quando ci provo perché sulle spalle ho un carico di rimorsi e sensi di colpa. Gli allenamenti sono giornalieri...
Riesco però anche a dire grazie a questi due buffi genitori, un po' inconsapevoli e tanto sofferenti.Una mi ha insegnato la resistenza e l'accudimento, l'altro l'importanza delle parole e delle carezze.
Io queste cose le voglio regalare ai miei figli e chissà se nel tempo questo mi aiuterà ad accettarli e perdonarli.
E chissà se loro lo faranno con me.
E chissà se io lo farò con me.
La strada è lunga ancora.
La scuola di volo sempre aperta.
Illustrazione Sara Gironi Carnevale In questa prima settimana di quarantena mi sono divertita a rimettere in ordine casa, come forse tutti… L’autogestione dei miei spazi e del mio tempo è diventato il mio sport preferito, faticoso ma anche soddisfacente. Sa cosa ho notato però? Che ho tante librerie e tanti libri. Ho cambiato la disposizione delle librerie, sono dei cubi che sposto periodicamente, forse anche in base al mio umore. Dò loro forme diverse, a volte unite a volte distanti. Sento che mi rappresentano e poi dentro c’è il mio cibo preferito, i miei libri e i souvenir dei miei viaggi! Probabilmente faccio con le librerie quello che sto cercando di fare con me, anche attraverso questa psicoterapia. Mantengo la struttura iniziale, ma disegno una sagoma nuova. Credo non smetterò mai di creare nuove forme, continuerò a cibarmi di libri nuovi. Non è anche questo evolversi? Trasformarsi non significa forse crescere?

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