Non ho ancora ben capito quali sono stati i miei errori nella relazione con Giovanni.Lei mi dirà che non si tratta di errori ma di quello che io ero in grado di fare "per me" in quel momento. Ben poco direi..La sensazione di aver fallito me la porto dietro continuamente, nella vita lavorativa e in quella di coppia. E ci provo a guardare le cose da un altro punto di vista. Ad esempio ho sempre più chiaro che per dire che ho fallito bisogna che riconosca quale azione mi ha fatto fallire, quale decisione. E anche in questo caso dovrei cominciare a vedere quella decisione come un nuovo punto di partenza dal quale crescere e migliorarmi.
Più difficile nella coppia però, ancora non mi perdono i miei errori.. Ecco di nuovo quella parola.
Lo so che mi muovo su quel maledetto ponte che va dalla perfezione all'inadeguatezza totale. E mi tengo spesso più vicina al secondo capo...
Mi sento inadeguata ogni volta che vorrei sentirmi perfetta. Vorrei tornare indietro a quel giorno in cui qualcuno o qualcosa mi ha fatto credere che esiste la perfezione e urlargli che N-O-N È V-E-R-O!
Che ne dice Dott.ssa, usare uno specchio può avere lo stesso effetto?Più difficile nella coppia però, ancora non mi perdono i miei errori.. Ecco di nuovo quella parola.Lo so che mi muovo su quel maledetto ponte che va dalla perfezione all'inadeguatezza totale. E mi tengo spesso più vicina al secondo capo...Mi sento inadeguata ogni volta che vorrei sentirmi perfetta. Vorrei tornare indietro a quel giorno in cui qualcuno o qualcosa mi ha fatto credere che esiste la perfezione e urlargli che N-O-N È V-E-R-O!Che ne dice Dott.ssa, usare uno specchio può avere lo stesso effetto?
Illustrazione Sara Gironi Carnevale In questa prima settimana di quarantena mi sono divertita a rimettere in ordine casa, come forse tutti… L’autogestione dei miei spazi e del mio tempo è diventato il mio sport preferito, faticoso ma anche soddisfacente. Sa cosa ho notato però? Che ho tante librerie e tanti libri. Ho cambiato la disposizione delle librerie, sono dei cubi che sposto periodicamente, forse anche in base al mio umore. Dò loro forme diverse, a volte unite a volte distanti. Sento che mi rappresentano e poi dentro c’è il mio cibo preferito, i miei libri e i souvenir dei miei viaggi! Probabilmente faccio con le librerie quello che sto cercando di fare con me, anche attraverso questa psicoterapia. Mantengo la struttura iniziale, ma disegno una sagoma nuova. Credo non smetterò mai di creare nuove forme, continuerò a cibarmi di libri nuovi. Non è anche questo evolversi? Trasformarsi non significa forse crescere?

Commenti
Posta un commento