Dottoressa, la consapevolezza non è proprio una bella cosa. Ci pensi, non è meglio NON capire e passare tutto il tempo davanti a Netflix? Mi spiego meglio: vorrei farmi meno domande, alle quali poi necessariamente devo far seguire delle risposte.E quando le domande non riguardano me, beh è ancora più difficile, perché so che posso fare ben poco.Ad esempio NON vorrei avere la consapevolezza che se mia madre lascia che mio padre sia spesso aggressivo verbalmente, dipende più da lei che da mio padre stesso.Io sono il suo cuscino e lei si appoggia con tutto il suo peso quando sta male, però quando si rialza la sagoma resta impressa, e quel peso continuo a sentirlo.Poi corro a scaricarlo su mio padre, ma sa che succede? Che la sua indifferenza, anzi il suo silenzio, che sa tanto di punizione per il mio gesto ribelle, mi schiacciano ancora di più.Quindi la “consapevolezza” sta nel fatto che è mia madre a dover imparare a dire NO, come ho fatto io durante questa terapia.Altra consapevolezza è che io posso aiutarla solo smettendo di essere un cuscino, e questa è una delle cose più difficili da fare nella mia vita. Ci posso provare. Lo voglio fare, per il suo bene e per il mio.
Illustrazione: Manon Molesti

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