Non ho mai avuto stima in me stessa e mi rendo conto ora più che mai che non è a causa delle carezze o degli abbracci che mia madre, o in generale i miei genitori non mi hanno dato. Quello che mi è mancato davvero è l’incoraggiamento. Nessuno mi ha detto: “ce la puoi fare! Ritenta! Se ti impegni di più… Vieni qui che ti aiuto io”.
Facevo i compiti da sola e nessuno mi controllava, sentivo la voce di mia madre solo quando tornavo con un brutto voto, e recitava: “Te pareva… Mai nulla di buono! Non capirai mai neanche le cose più elementari…”
Per questo motivo adesso, a quarant’anni, io per mia figlia ci sono. La accompagno nei momenti di sconforto. Le ripeto che può farcela se sente di mollare. Le dico che un modo c’è, quando si sente in difficoltà. Le ripeto che deve spaziare con le amicizie perché anche quelle sono un grande aiuto, se serve.
Lei mi chiede se sento di essere una buona madre. Io le rispondo che lo scoprirò quando mia figlia sarà grande.
Come dice? Dovrei deciderlo ora? Sentire se sto facendo il meglio come madre?
Mah… non me lo sono mai chiesto. Lo rimandavo al giudizio esterno, di mia figlia, un giorno, come se fosse l’ennesima persona che dovrà emettere una sentenza su di me. E nel frattempo il limbo.
Beh se insiste nel chiedermi oggi, nel qui ed ora cosa penso di me come madre, le dico che sì, lo sono. E non solo perché dono a mia figlia ciò che a me è stato negato, ma anche perché, ha ragione lei quando dice che ci metto del mio, la mia creatività per fare il meglio per lei, e soprattutto per esserci! Forse non sono poi così male…

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